Non sanzionabile l'ottenimento del rimborso non spettante

pubblicato da Fabio Campanella   [ aggiornato in data ]

Non è punibile con la sanzione amministrativa-tributaria l'ottenimento di un rimborso IVA non spettante; questo è quanto deciso dall'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Pesaro

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Gli atti presupposti al decreto ingiuntivo non tassabili per il registro come atti enunciati

pubblicato 16 feb 2021, 02:32 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 16 feb 2021, 02:33 ]

Gli atti presupposti all'emissione di un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria o quelli nominati nel provvedimento stesso non sono tassati come atti enunciati ai sensi dell'art. 22 del DPR 26 aprile 1986, n. 131 (testo unico dell'imposta di registro); questo principio è stato chiarito dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 6 novembre 2019, n. 28559.

Detrazione IVA su ristrutturazioni immobiliari

pubblicato 10 giu 2020, 07:46 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 10 giu 2020, 07:47 ]

La Corte di Cassazione a Sezione Unite con la sentenza dell'11 maggio 2018 n. 11533, in relazione alla detraibilità dell'IVA su lavori di ristrutturazione immobiliari ha chiarito che <<ai fini della detrazione d'imposta la strumentalità del bene deve essere verificata in concreto. E cioè tenendo conto della sua effettiva destinazione - in rapporto all'attività di impresa - non potendosi infatti tollerare in via di principio limitazioni al diritto di detrazione. E quindi - in particolare - dovendosi accertare la strumentalità dell'immobile prescindendo dalla categoria catastale attribuita dall'Amministrazione (Corte giust. n. 488 del 2008; Cass. sez. trib. n. 8628 del 2015)>>.
Il Supremo Collegio, ha precisato altresì che <<deve riconoscersi il diritto alla detrazione IVA per lavori di ristrutturazione o manutenzione anche in ipotesi di immobili di proprietà di terzi, purchè sia presente un nesso di strumentalità con l'attività d'impresa o professionale, anche se quest'ultima sia potenziale o di prospettiva. E ciò pur se - per cause estranee al contribuente - la predetta attività non abbia poi potuto concretamente esercitarsi>>.

Ravvedimento operoso parziale: confermata l'applicabilità alle Dogane

pubblicato 30 mar 2020, 02:02 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 30 mar 2020, 02:03 ]

Il ravvedimento operoso parziale è applicabile alle Dogane, questo il principio ribadito dalla Commissione Tributaria Regionale di Milano con la sentenza n. 77/2020 del 17 gennaio 2020.
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Credito d’imposta del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 per il mese di marzo 2020

pubblicato 26 mar 2020, 08:05 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 26 mar 2020, 08:10 ]

Gli imprenditori che conducono in locazione un immobile di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) possono beneficiare di un credito d’imposta pari al 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020.
Non possono, tuttavia, beneficiare di questa misura di favore le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità e le attività inerenti i servizi alla persona che non sono state oggetto di provvedimenti di chiusura in ragione dell’emergenza sanitaria COVID-19 (elencate negli allegati 1 e 2 del DPCM 11 marzo 2020).
Facciamo un esempio: se il canone di locazione mensile ammonta ad euro 1.000,00, può essere utilizzato un credito di 600 euro da compensare con le somme dovute all’Erario a titolo di imposte, contributi previdenziali o altre somme dovute.
Detto credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, utilizzando il codice tributo “6914” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi - articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.
In sede di compilazione del modello F24, detto codice deve essere esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”; il campo “anno di riferimento” deve essere valorizzato con l’anno “2020”; il credito può essere utilizzato nel primo modello F24 inviato a decorrere dal 25 marzo 2020.
(Art. 65, DL 17 marzo 2020, n. 18; Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 13/E del 20 marzo 2020)

Si alla condanna alle spese con la cessazione della materia del contendere

pubblicato 5 gen 2019, 07:36 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 5 gen 2019, 07:36 ]

La Commissione Tributaria Provinciale di Milano, con la sentenza del 29 novembre 2018 n. 5365, ha confermato che l'Ente impositore deve essere condannato al rimborso delle spese di lite nel caso chieda la cessazione della materia del contendere a seguito dell'annullamento in autotutela dell'atto impositivo già impugnato dal contribuente.
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E' legittima l'acquisizione della documentazione conservata in una borsa se aperta spontaneamente

pubblicato 5 ott 2018, 06:52 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 26 ott 2018, 00:50 ]

Durante una verifica fiscale è legittima l'acquisizione della documentazione conservata in una borsa, una cassaforte o in mobili chiusi senza avere l'autorizzazione della Magistratura se gli stessi sono spontaneamente aperti dal contribuente, come chiarito dalla Corte di Cassazione con l'Ordinanza n. 24306 del 4 ottobre 2018. 
L'art. 52, terzo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 prevede che durante una verifica fiscale è necessaria l'autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria per procedere all'apertura coattiva di pieghi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli e simili.
Secondo i Giudici di legittimità, tuttavia, l'autorizzazione prevista dalla norma è necessaria soltanto nei casi di "aperture coattive", e non anche quando l'attività di ricerca si svolga con la collaborazione del contribuente.  

Legittimo l'accertamento induttivo per chi non collabora con i verificatori

pubblicato 20 set 2018, 07:41 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 20 set 2018, 07:58 ]

E' legittimo l'accertamento induttivo emesso nei confronti del contribuente che non risponda puntualmente ai questionari inviati dai verificatori o non esibisca la documentazione richiesta, come previsto dalla sentenza della Corte di Cassazione del 7 settembre 2018, n. 21823.
Secondo il Collegio di legittimità, infatti, una simile condotta ostacola il lavoro dei verificatori e legittima il sospetto dell'attendibilità delle scritture contabili, trasformando in "grave" la presunzione di incompletezza, falsità o inesattezza delle stesse avanzata dall'Agenzia delle Entrate, legittimando quindi l'accertamento ex art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Il ravvedimento parziale è applicabile anche nei confronti delle Dogane

pubblicato 10 feb 2018, 10:07 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 21 set 2018, 01:48 ]

Il pagamento tardivo dei diritti doganali può essere effettuato anche in maniera frazionata beneficiando delle riduzioni delle sanzioni previste per il ravvedimento operoso, come è stato chiarito dalla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 6525/17 del 23 novembre 2017.
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Non è impugnabile il silenzio rifiuto all'istanza di autotutela su un atto definitivo

pubblicato 14 lug 2017, 01:10 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 20 set 2018, 06:43 ]

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 181 del 13 luglio 2017 ha chiarito che non vi è alcun obbligo per l'Amministrazione Finanziaria di rispondere all'istanza di annullamento in autotutela del contribuente su un atto divenuto definitivo e tale silenzio - rifiuto non è impugnabile.
La Consulta, infatti, chiarisce che il potere di autotutela tributaria è un'espressione della discrezionalità dell'amministrazione e non uno strumento di difesa del contribuente.
La certezza dei rapporti giuridici garantita dalla definitività di un atto impositivo non contestato, secondo il Collegio, sarebbe messa a rischio dalla possibilità del contribuente di richiedere un riesame dell'atto ormai definitivo a cui corrisponderebbe un obbligo per l'Amministrazione di provvedere al riesame.
Ne deriva che il contribuente deve attivarsi tempestivamente per la contestazione di un atto ritenuto illegittimo, in quanto decorsi i termini di impugnazioni non vi sono strumenti efficaci per un riesame dell'atto, ancorché illegittimo.

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