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Tassazione delle donazioni periodiche effettuate nei confronti di un prossimo congiunto

pubblicato 8 ott 2015, 01:13 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 11 ott 2015, 04:28 ]
D: Le donazioni periodiche fatte nei confronti di un coniuge o di un figlio residenti in Italia sono tassabili ai fini IRPEF? 

R: Per dare risposta al quesito va preliminarmente analizzato il disposto dell’art. 1 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), il quale prevede che il presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è il possesso di cespiti in denaro o in natura rientranti nelle categorie dei redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di impresa e, in via residuale, nei redditi diversi, previste nell'articolo 6 del TUIR.
Per valutare se una determinata utilità è soggetta a tassazione in Italia ai sensi di tale imposta, quindi, è necessario verificare se essa rientri in una delle predette categorie reddituali.
Dopo un’attenta analisi delle stesse, si ritiene che le donazioni, anche periodiche, fatte nei confronti di un coniuge o di un figlio non sono espressamente previste nelle predette categorie di reddito del TUIR, con la diretta conseguenza che esse non sono tassate ai fini dell’IRPEF in capo al donatario che le riceve.  
Va segnalato, però, che l’art. 50, primo comma, lett. i) del TUIR, prevede che costituiscono reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, unitamente agli assegni periodici corrisposti al coniuge a seguito di separazione personale, di scioglimento o annullamento del matrimonio, a quelli corrisposti in forza di testamento o donazione modale e a quelli alimentari, anche i sussidi e gli assegni periodici, comunque denominati, che abbiano i seguenti requisiti:
• periodicità;
• non costituiscono remunerazione di capitale o di lavoro;
• non sono legati al verificarsi di determinate condizioni o al possesso di determinati requisiti.
Si ritiene, tuttavia, che questa disposizione non sia applicabile al caso esaminato in quanto essa è riferita agli assegni periodici corrisposti con ricorrenza e fondati su un titolo giuridico ne che disciplini i caratteri principali come la periodicità e l’ammontare. 
Nel caso di una donazione, invece, non sussiste alcun titolo che obblighi il donante a rispettare una determinata periodicità o gli imponga l’importo del valore da donare, con la conseguenza che egli può, in qualsiasi momento, decidere di modificare gli importi e la periodicità delle liberalità o interromperle del tutto.
Va sottolineato tuttavia che, considerate le scarse interpretazioni giurisprudenziali e di prassi sul punto, l’effettuazione delle predette donazioni periodiche effettuate ad intervalli temporali e per importi differenti le une dalle altre potrebbe essere utile per dimostrare che le varie liberalità sono il frutto esclusivo dell’animus donandi del disponente e non adempimenti imposti da differenti titoli giuridici, in modo da evitare sul nascere eventuali contestazioni sul punto.