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Fiscalità dei contribuenti residenti in Italia che lavorano in Svizzera (c.d. frontalieri)

pubblicato 3 nov 2014, 11:01 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 7 set 2015, 15:45 ]
Il regime fiscale dei contribuenti italiani che lavorano in Svizzera è determinato dal luogo di residenza, vediamo in che modo.

Residenza entro la fascia di confine
I redditi percepiti in Svizzera dai lavoratori che risiedono in uno dei Comuni compresi in tutto o in parte nella fascia di 20 Km dalla frontiera italiana con i tre cantoni svizzeri del Ticino, dei Grigioni e del Vallese sono imponibili esclusivamente in Svizzera (e quindi non sono tassati in Italia) [1]. In questo caso, i contribuenti sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia solo in presenza di altri redditi ivi fiscalmente rilevanti [2].

Residenza fuori dalla fascia di confine
La tassazione dei redditi prodotti in Svizzera dai lavoratori residenti in Italia fuori dalla fascia di confine, è regolata in primo luogo dalla convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra i due Paesi [3]. Questa prevede che il reddito di lavoro dipendente prodotto in Svizzera da un residente italiano è tassato sia in Italia che in Svizzera. Quindi, i lavoratori che giornalmente si recano per lavoro in Svizzera la mattina e la sera fanno rientro in Italia, devono pagare le imposte sul reddito prodotto in Svizzera anche nel proprio Stato di residenza.

I redditi percepiti all’estero e tassati in Italia sono determinati secondo le ordinarie regole nazionali. Il lavoratore, quindi, dovrà dichiarare al fisco italiano il reddito percepito in Svizzera mediante il modello UNICO (da inviare entro il 30 settembre) e liquidare le imposte in acconto e a saldo, rispettando le relative scadenze (16 giugno per il primo acconto dell'anno in corso e il saldo dell'anno precedente, 30 novembre per il secondo acconto dell'anno in corso), come qualunque altro contribuente italiano. 

Va segnalato che non concorrono alla formazione del reddito i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge. Parimenti, i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, non concorrono - a determinate condizioni - alla formazione del reddito complessivo [4]
Ne deriva, perciò, che tutti i contributi previdenziali ed assistenziali versati dal lavoratore o dal proprio datore di lavoro alle Autorità svizzere ed indicati nel certificato di salario vanno sottratti dal reddito prodotto in Svizzera che deve essere dichiarato in Italia.

La Legge di Stabilità 2014 ha previsto un’agevolazione per questi contribuenti, stabilendo che dal 2014 i redditi tassati in Italia e derivanti da lavoro dipendente prestato all'estero in zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi al confine italiano, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, concorrono a formare il reddito complessivo solo per l'importo percepito eccedente i 6.700 euro [5]. In altre parole, i primi 6.700 euro di reddito prodotto in Svizzera non sono tassati in Italia.

Per evitare che i contribuenti rimangano gravati da una doppia tassazione su una medesima massa reddituale (tassazione sia in Svizzera sia in Italia), il legislatore ha previsto che le imposte pagate all’estero a titolo definitivo siano ammesse in detrazione dall’imposta netta sul reddito dovuta in Italia. Tale detrazione è ammessa nel limite della quota d’imposta corrispondente al rapporto tra il reddito prodotto all’estero e quello complessivo (ossia nel limite dell’imposta astrattamente applicabile in Italia per quella quota di reddito prodotta all’estero) [6]. In altre parole, se ad esempio il reddito prodotto in Svizzera è pari al 50% di quello complessivo dell’anno, l’imposta massima pagata in Svizzera ed ammessa in detrazione dall’imposta italiana sarà pari al 50% di quella dovuta in Italia. Se, invece, il reddito è prodotto totalmente in Svizzera, l’imposta ivi versata sarà interamente detraibile in Italia, sempre nel limite dell’importo complessivo dell’imposta dovuta in questo secondo Paese. 

Esempio: Tizio ha percepito un reddito di 500 in Svizzera e 500 in Italia, l’imposta totale dovuta in Italia per il complessivo reddito di 1.000 è pari a 10 (5+5). Se in Svizzera ha pagato 3 di imposte sul reddito, queste saranno totalmente detraibili in Italia in quanto inferiori all’imposta corrispondente alla quota di reddito prodotto all’estero, pari a 5. Per tale parte di reddito, quindi, Tizio dovrà pagare in Italia solo 2, per un’imposta complessiva per il reddito di 1.000 pari a 7 (5+2). 
Se, invece, in Svizzera Tizio ha pagato 6, potrà detrarre dalle imposte in Italia solo 5, ossia al massimo l’ammontare dell’imposta prevista in Italia per quella parte di reddito. Egli dovrà pagare in Italia le imposte pari a 5, riferite esclusivamente al reddito ivi prodotto. Rimarrà comunque a carico di Tizio quanto pagato in Svizzera e non detraibile in Italia pari ad 1.
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[1] Art 1, Accordo tra Italia e Svizzera firmato a Roma il 3/10/1974 e approvato con la Legge 26/7/1975, n. 386; D.M. 18/07/2012 (Pubblicato nella G.U. n. 231 del 3/10/2012) e D.M. 7/8/2014 (Pubblicato nella G.U. n. 222 del 24/9/2014).
[2] Nota n. 12/464 del 1° giugno 1978 e Nota n. 12/2367 del 28 marzo 1979 della Direzione delle Imposte Dirette.
[3] Art. 15 della Convenzione del 23/12/1978, n. 943, pubblicata in G.U. n. 42 del 12/02/1979.
[4] Art. 51, D.P.R. 22/12/1986 n. 917.
[5] Art. 1, comma 175 della Legge 27/12/2013, n. 147. L’art. 1, comma 204, della Legge 24/12/2007, n. 244 prevedeva un’analoga agevolazione per gli anni 2012 e 2013 e un’agevolazione pari a 8.000,00 euro per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011.
[6] Art. 165, D.P.R. 22/12/1986, n. 917.