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Regime di tassazione agevolata per i neo residenti in Italia

pubblicato 24 mag 2017, 09:33 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 26 mag 2017, 02:49 ]
Dal 2017 (*) le persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia possono beneficiare di un regime opzionale di favore che prevede un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero, in luogo della tassazione ordinaria.
Per accedere a questo beneficio è necessario che i contribuenti siano stati residenti all’estero per almeno nove degli ultimi dieci anni (periodi d’imposta) prima del trasferimento in Italia. 
L’ammontare forfettario dell’imposta sostitutiva su tutti i redditi prodotti all’estero è pari a 100.000,00 euro per ogni anno di opzione, a prescindere dall’importo dei redditi esteri percepiti. 
L’unico reddito estero che non è ricompreso nel regime di favore è quello relativo alle plusvalenze da cessioni di partecipazioni qualificate in soggetti esteri (**), realizzate entro i primi cinque anni dall’esercizio dell’opzione, che restano assoggettate alla tassazione ordinaria italiana (***). 
Tutti i redditi prodotti in Italia, invece, continuano ad essere tassati secondo le regole ordinarie italiane.
L’opzione può essere estesa anche ai familiari dell’istante (coniuge, figli, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli) che trasferiscano la residenza in Italia, a condizione che siano stati residenti all’estero per almeno nove degli ultimi dieci periodi d’imposta. 
L’imposta sostitutiva per ogni familiare è pari ad euro 25.000,00 per ogni anno per il quale si applica l’opzione. 
Il versamento dell’imposta sostitutiva, per ciascun periodo di imposta di efficacia del regime, deve essere effettuato in un’unica soluzione, entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi (giugno dell’anno successivo al periodo di riferimento). 
L’opzione si intende tacitamente rinnovata, di anno in anno, ed ha una durata massima di quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità. 
Gli effetti del regime si interrompono anticipatamente se il contribuente lo revoca, oppure in caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva o in caso di trasferimento all’estero della residenza fiscale del soggetto. 
La cessazione del regime non inficia gli effetti prodotti negli anni precedenti; la revoca a la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova futura opzione per lo stesso.  

(*)            Art. 24 bis, DPR 22 dicembre 1986, n. 917
(**)          Percentuale di diritti di voto superiore al 20% ovvero una partecipazione al capitale superiore al 25%; se il soggetto è quotato le percentuali sono rispettivamente del 2% e del 5%
(***)         Il 49,72% della plusvalenza percepita è soggetta ad una tassazione ordinaria con aliquota progressiva fino al 43%