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Riscossione delle imposte e sanzioni nel ricorso tributario

pubblicato 21 mar 2015, 08:43 da Fabio Campanella   [ aggiornato in data 21 mar 2015, 09:56 ]
Nel caso di proposizione di ricorso dinanzi alle Commissioni Tributarie contro un atto dell’Agenzia delle Entrate, è dovuto subito il pagamento di una parte delle somme richieste con l’atto impugnato, pari ad un terzo delle imposte ed interessi contestati [1]
E' possibile, in ogni caso, richiedere al Giudice adito la sospensione di tale obbligo di pagamento in caso di pericolo di un danno grave ed irreparabile per il ricorrente.
A seguito di una sentenza di primo grado negativa per il contribuente, invece, la riscossione provvisoria riguarda anche le sanzioni irrogate con l'atto impugnato [2]. Nel caso di sentenza positiva, di contro, nulla è dovuto e quanto versato dovrebbe essere rimborsato al contribuente [3].
In particolare, la riscossione frazionata delle imposte, interessi e sanzioni contestate nelle successive fasi del giudizio tributario avviene nei seguenti termini:
«a) per i due terzi, dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale che respinge il ricorso del contribuente; [ovvero] 
b) per l'ammontare risultante dalla sentenza della commissione tributaria provinciale, e comunque non oltre i due terzi della somma contestata con l'atto impugnato, se la pronuncia accoglie parzialmente il ricorso;
c) per il residuo ammontare ancora dovuto, in base a quanto determinato nella sentenza della Commissione Tributaria Regionale» [4].
Si sottolinea che, in ogni caso, anche le sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali (di primo e secondo grado) possono essere sospese al verificarsi delle particolari condizioni previste dalla legge, con la conseguente sospensione dell’obbligo di pagamento previsto dalle stesse [5].


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[1] Ai sensi dell’art. 15, primo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 («le imposte, i contributi ed i premi corrispondenti agli imponibili accertati dall'ufficio ma non ancora definitivi, nonché i relativi interessi, sono iscritti a titolo provvisorio nei ruoli, dopo la notifica dell'atto di accertamento, per un terzo degli ammontari corrispondenti agli imponibili o ai maggiori imponibili accertati»).
[2] Ai sensi dell’art. 19, primo comma, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 («in caso di ricorso alle commissioni tributarie, anche nei casi in cui non è prevista riscossione frazionata si applicano le disposizioni dettate dall'articolo 68, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, recante disposizioni sul processo tributario»). Considerato, infatti, che il citato art. 68 non fa riferimento alla riscossione provvisoria relativa al momento di proposizione del ricorso (primo terzo), si deve ritenere che, in riferimento alle sanzioni, la riscossione provvisoria sia possibile solo dopo la sentenza di primo grado.
[3] Ai sensi dell'art. 68, comma 2, D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.
[4] Ai sensi dell'art. 68, comma 1, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.
[5] Ai sensi degli articoli 283 e 373 del codice di procedura civile.